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Levanella
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mweaLevanella è una frazione del comune di mweqMontevarchi che si estende lungo la ex mwegStrada statale 69 di Val d'Arno (SS 69), ora Strada Regionale 69 di Val d'Arno, tra Montevarchi e mwewLevane. Da area rurale periferica, a cavallo tra gli anni '60 e '70, si è trasformata nel distretto industriale montevarchino fino ad esplodere, negli anni '80, come centro residenziale. È salita agli onori delle cronache quando la griffe mwfaPrada vi ha trasferito parte della produzione ed ha aperto uno spaccio aziendale, citato da molte guide turistiche, e visitato oggi da frotte di fan dello shopping da tutto il mondocite-ref-1[1].
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Anticamente il nome originario della località era mwhaAvanella o mwhqVanella che, come nel caso di mwhgLevane, era la volgarizzazione di un termine tardo latino che indicava una riserva di caccia padronalecite-ref-2[2]. Solo che, evidentemente, rispetto a Levane era più piccola e per questo prese la forma diminutiva. Da cui, con articolo, passò ad essere mwiwL'Avanella o mwjaLa Vanella che, per contrazione, diventò prima mwjqLavanella e poi l'attuale mwjgLevanella.
Per quanto riguarda invece la prima notizia relativa a una chiesetta, il che presuppone l'esistenza di una comunità abbastanza consistente e omogenea, bisogna aspettare le relazioni sulla visita pastorale del Vescovo di Arezzo del 1642 che nominano in Levanella un oratorio dedicato a Santa Lucia. La cappella dipendeva originariamente dalla Parrocchia di mwlaSant'Andrea a Cennano a Montevarchi ma poi "mwlqsul riflesso che gli abitanti di questa campagna erano troppo distanti dalla loro parrocchia, il Granduca mwlgLeopoldo I ordinò, che costà fosse edificata una chiesa, nella quale vennero impiegati molti materiali dell'abbandonata chiesina di S. Niccolò a Ganghereto. La chiesa di Levanella fu eretta in parrocchia con decreto del Vescovo di Arezzo, dato li 4 maggio del 1793"cite-ref-3[3] e prese il nome di mwnaSS. Andrea e Lucia.
Il granduca dette il suo assenso all'emancipazione di Levanella al grado di parrocchia perché negli anni, da mera località rurale nata attorno a due grosse fattorie padronali una appartenente ai mwngPitti e l'altra agli mwnwStrozzi, si era trasformata anche in centro manifatturiero di terrecotte, una delle produzioni tradizionali dell'artigianato valdarnese: "mwoadal terreno stesso, per certe sue speciali qualità, son tratti i materiali per le principali fabbriche esistenti nella provincia le quali consistono in fornaci di terraglie [...] mwoqTra le diverse fabbriche della provincia debbe considerarsi come principale quella delle Terraglie ordinarie; una delle quali è a mwogPelago, diverse a Cancelli, alcune a mwowCavriglia, altre a mwpaLevane, a Levanella, alla Ginestra in Valdambra. Queste terraglie sono formate d'impasto terroso molto forte per cui è difficile regolarne la cottura ma riescono di ottima qualità e di quelle [...] mwpqsi fa molto smercio anche in Firenzecite-ref-4[4].
Ciononostante Levanella, tra le terre toscane, godeva di grande popolarità soprattutto grazie alla sua locanda immortalata nel 1581 da mwqwMontaigne nel suo diario di viaggio: mwrala locanda di Lavenelle [sic], mwrqa un miglio dal centro abitato, è famosa per essere la migliore in Toscana e confermo che lo è; anzi è la migliore che abbia incontrato in Italia. È tenuta in così grande considerazione che nobili e cavalieri di tutto il paese si danno appuntamento qui come facciamo noi [francesi] mwrgal Le More a Parigi o al Guillot ad Amiens. L'edificio sorge in un luogo particolarmente gradevole vicino a una fonte di acqua fresca e servono la cena in stoviglie di peltro che è una vera rarità da queste parti"cite-ref-5[5].
Infrastrutture e trasporti
Dal mwuq1914 al mwug1934 Levanella era collegata agli altri distretti industriali circostanti per mezzo della mwuwtranvia San Giovanni Val d'Arno-Montevarchi-Terranuova Bracciolini/Levane, una linea a trazione elettrica gestita dalla Società per la trazione elettrica del Valdarno superiore (STV). Tale infrastruttura svolse un ruolo essenziale nello sviluppo industriale della zona, arrivando a trasportare più di 1.300.000 viaggiatori l'anno.
Note
cite-note-11. ↑ mwwgL'Italia delle occasioni, Touring Editore, 2004 o Damien Simonis, mwwwFlorence, Lonely Planet, 2004 o ancora Jonathan Buckley, Mark Ellingham, Tim Jepson, mwxaThe Rough Guide to Tuscany and Umbria, Rough Guides, 2003
cite-note-22. ↑ Emanuele Repetti, mwyaDizionario geografico, fisico, storico della Toscana, I Edizione, Firenze, 1846, Vol. I, pag. 174
cite-note-33. ↑ Emanuele Repetti, mwzaLevanella in mwzqcit., Vol. II, ed. digitale a cura di Università degli Studi di Siena
cite-note-44. ↑ Attilio Zuccagni-Orlandini, mwaqCorografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole, Firenze, 1842, Vol. IX, pag. 116
cite-note-55. ↑ Michel Eyquem de Montaigne, mwbqJournal du Voyage d'Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581, ed. mwbgThe complete works of Michael de Montaigne; translated and edited by W. Hazlitt, Londra, 1842, pag. 593-594
Bibliografia
• Emanuele Repetti, mwcgLevanella in mwcwDizionario geografico, fisico, storico della Toscana, I Edizione, Firenze, 1846, Vol. II, ed. digitale a cura di Università degli Studi di Siena mwda
• Attilio Zuccagni-Orlandini, mwdgIndicatore topografico della Toscana granducale, Firenze, 1856
• mweaGiuseppe Cappelletti, mweqLe chiese d'Italia della loro origine sino ai nostri giorni, Venezia, 1864, Vol. XVIII
• Gino Moretti, mwewLevanella: Cenni storici della parrocchia, per mwfawww.levanella.it, Levanella, 2004
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